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Cryptonomist

05/16/2023

·

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Ora che la bolla crypto è esplosa si inizia a fare sul serio

Il 2021 è stato un anno caratterizzato dal gonfiarsi di una colossale bolla speculativa sui mercati crypto.  Non è stata però la prima bolla crypto in assoluto, perchè in precedenza ce n’erano già state altre...

Ora che la bolla crypto è esplosa si inizia a fare sul serio

Il 2021 è stato un anno caratterizzato dal gonfiarsi di una colossale bolla speculativa sui mercati crypto. 

Non è stata però la prima bolla crypto in assoluto, perchè in precedenza ce n’erano già state altre due, una nel 2013 ed una nel 2017. 

Analizzando cosa accadde dopo lo scoppio delle precedenti bolle, ci si può fare un’idea di cosa potrebbe accadere in questo momento. 

Gli anni precedenti alla bolla crypto 

Tutte e tre le bolle si sono gonfiate l’anno seguente all’halving di Bitcoin. 

La prima fu caratterizzata da una clamorosa crescita del prezzo di BTC, anche perchè sui mercati crypto c’era poco altro. Ma proprio dopo lo scoppio, nel 2014, nacque il progetto Ethereum

La seconda fu caratterizzata da un’elevata crescita di BTC, ma soprattutto da una clamorosa crescita del prezzo di alcune altcoin, tra cui in particolare ETH e XRP. 

A dire il vero già nel 2017 stesso vennero avviati molti progetti interessanti, tra cui Binance, e dopo lo scoppio della bolla, tra il 2018 ed il 2019, iniziò a crescere l’interesse di alcune grandi aziende e degli investitori istituzionali. 

In particolare il 2019 fu l’anno del clamoroso annuncio di Facebook in merito al suo progetto Libra, poi divenuto Diem ed infine abortito, grazie al quale il famoso social network avrebbe voluto dotarsi di una stablecoin. 

A dire il vero però fu il 2020 l’anno chiave, perchè dopo il crollo dei mercati finanziari globali dovuto all’inizio della pandemia, Bitcoin ed il mercato crypto reagì con un veloce recupero pre-halving che fece capire praticamente a tutti che erano asset non destinati a scomparire. 

Quindi sebbene durante le ultime due bolle si sia concentrato il maggior numero di nascite di nuovi progetti crypto, anche dopo il loro scoppio il mercato crypto ha continuato ad innovare. 

L’analisi della DeFi di Forbes

A tal proposito, ieri, Forbes ha pubblicato un’analisi approfondita del mondo DeFi all’indomani dello scoppio dell’ultima grande bolla speculativa. 

L’articolo inizia dicendo che ormai l’irrazionale esuberanza del ciclo rialzista del mercato crypto del 2020-2022 si è attenuata, ma poi si concentra sulle prospettive dei protocolli DeFi.

Infatti, fa notare che negli ultimi 12 mesi, ovvero dopo l’implosione dell’ecosistema Terra/Luna, i principali protocolli DeFi hanno in gran parte continuato a funzionare senza problemi, nonostante i fallimenti degli exchange crypto e le azioni normative negli USA.

Anzi, rivela che proprio l’incertezza normativa negli Stati Uniti, in realtà, sembra portare maggiore interesse nei confronti dei servizi DeFi.

In particolare, l’articolo esamina il settore delle assicurazioni nel mondo DeFi, affermando che fino ad ora nessuno dei protocolli DeFi assicurativi ha raggiunto successo e dimensioni simili a quelli dei principali protocolli DeFi.

Ma nonostante ciò, sostiene che, fintanto che l’ecosistema crypto continuerà a crescere, le assicurazioni DeFi probabilmente cresceranno fino a raggiungere dimensioni interessanti.

Sottolinea, però, il fatto che potrebbe volerci ancora del tempo, anche perchè in questo momento non è ancora chiaro se i protocolli DeFi saranno in grado di competere con gli assicuratori tradizionali. 

I nuovi progetti post-bolla del mercato crypto

Forse, però, è ancora più interessante immaginare cosa potrebbe accadere se nascessero nuovi progetti di successo. 

Infatti, va detto che durante le fasi tranquille post-bolla del passato, ovvero dopo la fine dei seguenti bear-market, la cosa che si è rivelata più interessante è stata proprio la nascita di nuovi progetti. 

Il settore crypto evolve così velocemente che spesso un progetto invecchia nel giro di pochi anni. 

Non sono pochi i progetti che hanno avuto un vero e proprio boom durante il periodo in cui si è gonfiata una bolla speculativa, per poi sopravvivere al suo scoppio ma senza tornare più al successo. 

Se si analizzano le principali criptovalute per capitalizzazione di mercato, escluse le stablecoin, ci si accorge che solo Bitcoin è una criptovaluta di prima generazione, e tra quelle di seconda generazione solo Ethereum sta continuando ad ottenere successi. 

La principale altcoin di prima generazione è Litecoin, che però capitalizza poco più di un centesimo di Bitcoin, e meno del 3% di Ethereum. 

La principale criptovaluta di seconda generazione, oltre a Ethereum, è XRP, che comunque capitalizza meno di un decimo di ETH. 

Tra le principali criptovalute esistenti al mondo ce n’è solo un’altra di seconda generazione, ovvero Dogecoin, che capitalizza meno della metà di XRP. 

Ad esempio la terza grande criptovaluta, BNB, è una crypto di terza generazione, insieme ad ADA di Cardano. BNB comunque capitalizza meno di un decimo di Bitcoin, e un po’ più del doppio di XRP. 

Oltretutto tra le prime dieci ce ne sono anche due di quarta generazione, ovvero Solana e Polygon, oltre a Tron che è di terza generazione. 

Quindi, sembra che nel corso del tempo allo scoppio delle bolle speculative sui mercati crypto sopravvivano molte criptovalute, ma quelle più datate tendono a perdere la spinta propulsiva che le aveva fatte decollare durante la bolla. 

Vengono, invece, spesso sorpassate da nuovi progetti crypto, che poi magari sul lungo periodo finiscono per fare la stessa fine. 

Le eccezioni

Fino ad oggi solo due criptovalute hanno mostrato di essere in grado di ottenere nuovi  grandi successi anche dopo lo scoppio di una bolla speculativa, ovvero Bitcoin e Ethereum. 

Non bisogna, però, dimenticarsi che alcune delle principali altcoin, come BNB e Dogecoin, hanno fatto il botto durante l’ultima bolla speculativa, quella del 2021. BNB nacque nel 2017, ed allora non riuscì ad ottenere ciò che stavano ottenendo BTC e ETH, mentre DOGE nel 2017 non fece registrare guadagni clamorosi. 

In realtà, anche ADA ha ottenuto il suo grande successo nel 2021, mentre invece XRP lo ottenne nel 2017 e non è più stato in grado di replicarlo.

Sembra pertanto che dopo un eventuale boom dovuto ad una colossale bolla speculativa, solo Bitcoin ed Ethereum fino ad ora hanno dimostrato non solo di poter resistere, ma di avere ancora ampi margini di crescita. 

A questo punto sarà molto interessante osservare il comportamento di BNB e DOGE in caso di nuova grande bolla speculativa, perchè ad oggi sembrano essere le due maggiori candidate a rientrare nel ristrettissimo elenco delle crypto in grado di replicare per più volte i boom dovuti alle bolle speculative.

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